Disabilità

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“Tutti i membri della società hanno gli stessi diritti umani – che includono diritti civili, culturali, economici, politici e sociali. (…) Tutte le persone con disabilità hanno il diritto di essere libere da discriminazione nel godere dei loro diritti”.
(Convenzione Onu dei diritti delle persone disabili)

 

Introduzione

Il 13 dicembre del 2006 è la data in cui viene adottata la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU. Convenzione che, il 30 marzo del 2007, giorno dell’apertura alle firme, ne ha ricevute 82, un numero di adesioni che viene sottolineato come il più alto mai raggiunto per una convenzione delle Nazioni Unite il giorno stesso dell’apertura alle firme. Il percorso che ha portato alla Convenzione e alle diverse iniziative nei confronti dei diritti delle persone con disabilità è cominciato diversi anni prima: un cammino costellato da diversi documenti e dichiarazioni che si sono susseguiti negli anni, definendo sempre più la questione.

 

I termini della questione

Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite, con la Convenzione è stato sottolineato come la disabilità non sia nella persona stessa, ma il risultato dell’interazione fra il soggetto e l’ambiente in cui vive. “La disabilità risiede nella società non nella persona” - si legge sul sito delle Nazioni Unite dedicato al tema dei diritti e della dignità delle persone con disabilità. Il 18 dicembre 2007 il nome della Giornata internazionale dedicata alle persone disabili, che cade ogni anno il 3 dicembre, è stato cambiato dall’Assemblea Generale in ‘Giornata internazionale delle persone con disabilità’. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms, Who) indica la disabilità come un fenomeno complesso, che riflette una interazione fra caratteristiche del corpo di una persona e caratteristiche della società in cui egli o ella vive”.

 

Un passo dopo l’altro

La storia dei diritti delle persone con disabilità nell’ambito delle Nazioni Unite viene fatta partire fin dal 1948, con la Dichiarazione universale dei diritti umani, dove si parla di diritto alla sicurezza anche per diverse condizioni di difficoltà, fra cui la disabilità. Ulteriori sottolineature sono poi state apportate quasi vent’anni dopo, nel 1966, con due convenzioni sui diritti politici e civili e su quelli economici, sociali e culturali (International Covenant on Civil and Political Rights e International Covenant on Economic Social and Cultural Rights) che completavano il quadro dei diritti umani. Già qualche anno prima, esattamente nel 1950, sempre nell’ambito delle Nazioni Unite, vi erano stati due rapporti su disabilità e riabilitazione (The social rehabilitation of the handicapped e The social rehabilitation of the blind), a testimoniare una attenzione nei confronti delle persone con disabilità.

La dichiarazione del 1969 dell’Assemblea Generale sul progresso sociale e lo sviluppo ha sottolineato l’aspetto di una riabilitazione che aiuti l’integrazione nella società a fronte di disabilità sia fisica sia mentale. Negli anni settanta i diritti delle persone con disabilità sono stati riconosciuti a livello internazionale con una serie di ulteriori documenti e richieste di azioni in tale ambito.

È del 1971 la Dichiarazione sui diritti delle persone con ritardo mentale, che il Consiglio Nazionale sulla Disabilità (Cnd) italiano (nato nel 1995, rappresenta in ambito europeo le necessità delle persone con disabilità e delle loro famiglie) indica come il “primo documento ufficiale approvato dall’Assemblea generale”.

Nel 1975 vede la luce la Dichiarazione dei diritti delle persone disabili; l’anno successivo l’Assemblea Generale chiede a tutti gli Stati membri di attivarsi rispetto a quest’ultima dichiarazione nell’ambito di programmi e politiche e viene dichiarato il 1981 come ‘Anno internazionale delle persone disabili’, per la loro integrazione nella società, e affinché vengano svolti studi e ricerche per educare nei confronti dei diritti di queste persone. Il tema indicato per l’anno era “full participation and equality”, partecipazione completa e uguaglianza, a sottolineare ancora una volta l’importanza dell’integrazione nella società, in cui partecipare pienamente contribuendone allo sviluppo, e di uguali condizioni di vita.

Ma gli anni ottanta sono segnati anche dall’adozione, nel 1982, del Programma di azione mondiale nei confronti delle persone disabili (World Programme on Action), che segna una nuova tappa e che suddivide il tema e le politiche nei confronti della disabilità in tre settori, la prevenzione, la riabilitazione e le uguali opportunità. Sempre nel 1982 viene poi deciso di dedicare i dieci anni seguenti alle persone con disabilità (United Nations Decade of Disabled Persons).

Seguono anni di richiami alle necessità di queste persone, alle possibilità di prevenzione delle disabilità con interventi sulla malnutrizione, sull’inquinamento ambientale, sulle condizioni igieniche scarse, sulle cure inadeguate prima e dopo la nascita, sulle malattie collegate all’acqua, sugli incidenti, sulla vita di milioni di persone con disabilità in zone senza servizi sufficienti, sulla necessità di una convenzione internazionale contro la loro discriminazione.

A conclusione della decade viene deciso di indicare il 3 dicembre come ‘Giornata internazionale delle persone disabili’. L’anno successivo, il 1993, vede l’arrivo di un nuovo documento: le regole sulle uguali opportunità delle persone con disabilità (Standard Rules on the Equalization of Opportunities for Persons with Disabilities). Si tratta di norme in base alle quali verrebbe garantita la partecipazione di tutti, in ugual maniera alla vita della società, anche alle persone con disabilità. Inoltre, in base a rapporti regolari forniti dalla figura dello ‘Special Rapporteur’, viene instaurato un meccanismo di controllo della loro applicazione pratica nelle diverse nazioni.

Nell’arco degli anni novanta viene ulteriormente sottolineata l’idea di una società che sia per tutti, anche per le persone con disabilità. Nel 2001, con l’International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF, Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute) approvata all’Assemblea Mondiale della Salute dagli Stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who), viene portata l’attenzione sulla disabilità come riduzione di salute, che può essere provata da ogni uomo e che quindi non fa parte solo di una minoranza di persone. La classificazione considera “gli aspetti sociali della disabilità e non vede la disabilità solo come disfunzione ‘medica’ o ‘biologica’”, e diventa possibile “registrare l’impatto dell’ambiente sul funzionamento della persona”. Nel 2006 verrà poi pubblicata una Classificazione applicabile ai bambini e agli adolescenti, ICF-CY (in .pdf).

L’Assemblea Mondiale della Salute è nuovamente tornata sul tema disabilità nel 2005, con un documento che richiama alla prevenzione, alla gestione e alla riabilitazione della disabilità (in .pdf): viene chiesto alla Who di assistere gli Stati che ne fanno parte perché vengano portate avanti politiche nei confronti della disabilità e della riabilitazione, perché si lavori per uguali opportunità e vengano promossi i diritti umani delle persone con disabilità, perché vi siano una identificazione e un trattamento precoci. La Who ha, inoltre, sviluppato un piano di attività di sei anni (2006-2011): attività basate soprattutto sulle regole standard delle Nazioni Unite del 1993 e sulla risoluzione dell’Assemblea Mondiale della Salute del 2005 (in .pdf).

 

L’arrivo alla Convenzione

Nel 2001 alle Nazioni Unite si arriva alle ultime battute che porteranno poi alla Convenzione del 2006, con l’istituzione di un comitato apposito (Ad Hoc Committee), con il compito di stendere un testo sulla protezione dei diritti delle persone con disabilità. Il testo, completato dopo otto incontri nell’arco di quattro anni, è arrivato all’approvazione delle Nazioni Unite il 13 dicembre del 2006.

Con la Convenzione, le persone con disabilità non vengono più viste come oggetto passivo che richiede attenzione, cura, protezione, ma come soggetti attivi nella società, protagonisti nel prendere decisioni, nel richiedere diritti. Ancora una volta viene riaffermato come i diritti umani e le libertà fondamentali debbano essere garantiti a tutte le persone con disabilità. Il documento sottolinea anche i doveri da parte degli stati nei confronti delle persone con disabilità, perché i loro diritti vengano rispettati e promossi. Inoltre, sono stati istituiti due meccanismi di controllo rispetto all’applicazione di quanto affermato dalla Convenzione, quali il Comitato sui diritti delle persone con disabilità (Committee on the Rights of Persons with Disabilities) e la Conferenza degli stati aderenti (Conference of States Parties). Anche la società civile, ivi comprese le persone con disabilità e le organizzazioni dedicate, è chiamata a fare la sua parte, nel controllo della situazione.

 

I numeri nel mondo

È stato stimato che nel mondo le persone con disabilità siano 650 milioni. Se a queste vengono aggiunti i loro familiari, il numero delle persone coinvolte dal tema disabilità arriva a un terzo della popolazione mondiale, 2 miliardi. Sia nei Paesi poveri sia in quelli ricchi le persone con disabilità sono generalmente più povere e rappresentano un quinto delle persone che vivono sotto la soglia di un dollaro al giorno, prive di cibo, acqua sicura, vestiti, alloggio. Sempre secondo i dati riportati, il gruppo di persone con disabilità è pari al 10 per cento della popolazione mondiale.

Essendo in aumento sia la crescita della popolazione che la durata della vita grazie ai progressi della medicina possiamo stimare che per una vita media di circa 70 anni ben 8 anni sono vissuti con disabilità, cioè l’11,5% della vita.

Su dieci persone con disabilità, 8 vivono nei Paesi del Sud del mondo, e la maggior parte è povera, con possibilità ridotte o nulle di servizi di riabilitazione; dei 650 milioni di persone con disabilità nel mondo, 200 milioni sono bambini (in .pdf).

 

Le iniziative in Europa

Secondo quanto riportato dal Consiglio Nazionale sulla Disabilità (Cnd), nell’Unione Europea il numero di persone con disabilità è pari a 50 milioni, ma quasi raddoppia salendo a 90 se vengono inclusi i Paesi compresi fra l’Oceano Atlantico e gli Urali. L’European Disability Forum indica come la cifra di 50 milioni rappresenti il 10 per cento della popolazione dell’UE: un europeo ogni quattro avrebbe in famiglia una persona con disabilità. Inoltre, nel mondo del lavoro, fra le persone con disabilità vi sarebbe una disoccupazione due o tre volte maggiore e la probabilità di raggiungere un’istruzione di terzo livello sarebbe più che doppia in una persona senza disabilità.

I primi interventi delle comunità europee sulla disabilità risalgono alla fine degli anni settanta - inizio degli anni ottanta. Gli anni novanta hanno visto la nascita dell’European Disability Forum (Edf, Forum Europeo della Disabilità), che riunisce diversi Consigli nazionali sulla disabilità e Organizzazioni europee, a rappresentare i milioni di disabili che vivono nell’Unione europea ().

Il 2003 è stato l’Anno europeo delle persone con disabilità a seguito del quale è stato istituito dalla Commissione Europea un piano d’azione 2004-2010 sull’approccio alla disabilità in Europa, in particolare nell’ambito del lavoro, delle politiche comunitarie e dell’accessibilità per tutti. Nel 2007, in occasione dei dieci anni dalla sua nascita, l’Edf ha scritto un documento (in .pdf) di otto punti, raccogliendo firme, da presentare alla Commissione Europea nell’ottobre dello stesso anno, per la protezione dei diritti dei cittadini europei con disabilità. La campagna ha raccolto più di un milione e 200 mila firme.

 

I richiami in Italia

Anche l’Italia ha visto portare all’attenzione il tema dei diritti delle persone con disabilità, sottolineare i legami che vi sono con la povertà e come la disabilità sia compresa e vada considerata insieme con tutti gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Nel 2005, per esempio, il legame con la povertà è stato sottolineato dalla partecipazione alla Marcia per la pace Perugia-Assisi, a cui il Consiglio Nazionale sulla Disabilità (Cnd) e la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish) hanno deciso di aderire.

L’anno seguente, diverse associazioni di persone con disabilità hanno aderito all’iniziativa “Stand Up! contro la povertà” collegata agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ‘, per sottolineare ancora una volta come tutti gli Obiettivi, dalla povertà alla fame, dall’istruzione alla discriminazione delle donne con disabilità, dalla mortalità infantile alle malattie, all’accesso all’acqua e al cibo e così via riguardino anche le persone con disabilità.

Il tema disabilità e Obiettivi del Millennio è stato nuovamente richiamato all’attenzione a luglio del 2007 dall’Associazione Italiana amici di Raoul Follereau (Aifo), che ha affermato come gli Obiettivi stiano fallendo rispetto all’inclusione delle persone con disabilità. Riportando alcuni numeri: nel Sud del mondo l’82 per cento delle persone con disabilità è sotto la soglia di povertà; 8 bambini su 10 muoiono in Paesi dove la mortalità è circa 2 su 10. Guardando ad esempio l’Obiettivo sull’ istruzione, Aifo riporta che un terzo dei 22 milioni di bambini che ancora non vanno a scuola è un bambino con una disabilità. Viene quindi richiesto, anche alla luce della Convenzione firmata già da decine di Paesi, di “porre come obiettivo le persone con disabilità all’interno di tutti gli Obiettivi del Millennio”.

 

Bigliografia essenziale in:

- Nazioni Unite: disabilità
- Organizzazione Mondiale della Sanità: disabilità
- Forum Europeo della Disabilità
- Consiglio Nazionale sulla Disabilità

 

Documenti

- Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (2006)

- International Covenant on Civil Political Rights (1966)

- International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights (1966)

- Standard Rules on the Equalization of Opportunities for Persons with Disabilities (1993) (Testo in italiano)

- Universal Declaration on Human Rights (1948)

(Scheda realizzata con il contributo di Valeria Confalonieri)

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Istituzioni e Campagne

Internazionali e nazionali

Organizzazioni

 

Campagne

  • 1million4disability: Campagna organizzata nel 2007 dal Forum Europeo della Disabilità, in occasione dei dieci anni dalla sua nascita. Si tratta di un documento di otto punti per la protezione dei diritti dei cittadini europei con disabilità. Sono state raccolte oltre 1.200.000 firme.

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Una giornata da disabile in Italia