Ue: via libera all'import di soia Ogm, proteste delle associazioni

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Manifestazione contro gli Ogm

La Commissione europea ha autorizzato nei giorni scorsi la commercializzazione della soia transgenica A2704-12 della Bayer destinata soprattutto all'alimentazione animale: l'autorizzazione riguarda l'importazione e la trasformazione e non la coltivazione sul suolo europeo. "Il nulla osta di Bruxelles giunge dopo che il Consiglio dei ministri dell'agricoltura dell'Ue non è riuscito a riunire sul dossier né una maggioranza a favore né una contraria" - riporta 'La nuova ecologia' sottolineando che l'Italia si è schierata tra i paesi che hanno votato contro. Bruxelles ha giustificato l'autorizzazione con la necessità di un miglior approvvigionamento di mangimi per gli allevatori europei e per assicurare la produzione zootecnica comunitaria. Proprio la scarsità di alimenti per la zootecnia, in particolare la soia - precisano fonti comunitarie - aveva alimentato le richieste di coloro che all'interno della Commissione europea premono per allargare le maglie dei criteri di analisi degli Ogm.

La soia A2704-12 della Bayer aveva ottenuto una valutazione dei rischi favorevole da parte dell'Efsa (Autorità europea di sicurezza alimentare che ha sede a Parma), ma - segnala l'Unità - non aveva ottenuto la maggioranza qualificata a favore (ma neanche una bocciatura) dell'autorizzazione da parte degli Stati membri, nè nei comitati di regolamentazione, nè nel Consiglio dei ministri Ue, durante la sua riunione del 15 luglio scorso. A questo punto, secondo le procedure comunitarie per l'approvazione dei nuovi Ogm, la Commissione aveva il potere di decidere l'approvazione da sola, senza più consultare gli Stati membri. L'autorizzazione sarà valida per dieci anni, e comporta l'etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti prodotti dall'Ogm in questione, che lo contengano o che ne contengano tracce oltre lo 0,9%.

"E' grave che la Commissione Europea continui ad approvare prodotti geneticamente modificati contro la volontà dei cittadini Ue, che più volte si sono espressi contro gli Ogm" - ha commentato la Fondazione Diritti Genetici. "L'argomento della scarsità di alimenti per la zootecnia con cui la Commissione ha motivato la propria decisione, non regge. Se l'Europa, la più grande area di consumo del pianeta, non è in grado di orientare le scelte del mercato in armonia con il volere dei propri cittadini-consumatori, è meglio che i suoi funzionari cambino mestiere" - conclude la nota.

Dello stesso tono anche il comunicato di Legambiente che sottolinea come "con la scusa della scarsità alimentare si danneggia l'economia e la sicurezza dei consumatori europei". "L'unica certezza è la volontà di spalancare le porte agli Ogm in Europa facendo un grande favore agli Stati Uniti e alle multinazionali del Biotech che li producono. Non ha alcun senso, infatti, autorizzare la soia transgenica per scongiurare il rischio di scarsità di mangimi per l'allevamento zootecnico in Europa. La crisi alimentare degli animali si scongiura autorizzando gli Stati europei a produrre autonomamente e nella maniera più consona al proprio contesto le varietà necessarie al proprio sistema agroalimentare" - afferma Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente. "Sebbene questa soia transgenica si destinata principalmente all'alimentazione animale, finirà inesorabilmente nei prodotti per l'alimentazione umana grazie alla mancata adozione di misure specifiche per scongiurare la contaminazione" - evidenzia Legambiente sottolineando anche il rischio per le nostre produzioni agroalimentari tipiche e di qualità.

Il capogruppo del Pd della commissione Agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio, ha annunciato un'interrogazione parlamentare al ministro delle Politiche agricole, Luca Zia, per sapere "come il governo intende gestire il via libera comunitario alla soia Bayer e quindi scongiurare che vi possano essere ricadute negative sulla qualità delle carni italiane, sulle nostre esportazioni e sulla salute dei cittadini i quali devono essere giustamente informati su come sono stati nutriti gli animali di cui acquistano le carni". "Purtroppo - ha osservato Oliverio - le dichiarazioni di contrarietà agli Ogm del ministro Zaia appaiono isolate nell'esecutivo, dove diversi ministri e lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, promuovono invece soluzioni di completa apertura alle sementi modificate e alle importazioni di prodotti Ogm". [GB]

 

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