Il premio mondiale per la ricerca sull’alimentazione agli OGM

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Foto: Paoblog.net

Frances Moore Lappe e Vandana Shiva, figure note del movimento per la sovranità alimentare hanno aggiunto le loro voci al coro delle proteste contro il fatto che il Premio Mondiale del 2013 per la Ricerca Alimentare sia andato a scienziati dei giganti delle biotecnologie Monsanto e Syngenta.

Il lavoro degli scienziati degli OGM contribuisce alla fame e alla devastazione ecologica, mentre non fa progredire la nutrizione, hanno affermato le due premiate per il Diritto ai Mezzi di Sussistenza, anche consigliere del Consiglio del Futuro Mondiale, e hanno segnalato l’ironia di un premio alla Monsanto in un momento di crescente opposizione mondiale al gigante delle sementi.

Le osservazioni di Lappè e Shiva fanno eco a quelle dell’Alleanza per la Sovranità Alimentare USA, che ha dichiarato che il premio ai giganti delle biotecnologie “trasmette esattamente il messaggio sbagliato riguardo alle soluzioni sostenibili per la fame e la povertà”. “Cosa importa che la Monsanto sia uno sponsor del premio (e che la lista degli altri sostenitori sembri un “Chi è chi” delle grandi industrie agricole e alimentari) o che non conosceremo mai né i nomi di candidati o della giuria?” ha scritto Mark Bittman sul New York Times.

Comunque il lavoro sugli OGM degli scienziati vincitori “tradisce lo stesso mandato del Premio Mondiale per la Ricerca sugli Alimenti,” spiega la Lappè, “che è assolutamente concentrato sull’importanza di cibi nutrienti e di cibi per tutti, mentre i semi OGM, la loro progettazione e il modo in cui sono diffusi nel mondo non ha nulla a che vedere con una nutrizione migliore.”

In realtà, per trarre vantaggio da questi semi i piccoli coltivatori, che sono tra le persone più affamate del mondo, devono ricorrere a prestiti per acquistare i costosi prodotti necessari: i semi, i fertilizzanti … e i pesticidi richiesti” per le sementi OGM. “Dunque in realtà i vincitori … stanno di fatto contribuendo ai problemi che ci tengono bloccati … con centinaia di milioni di persone affamate in un mondo che è pieno di cibo,” ha concluso la Lappè.

Il Premio Mondiale per la Ricerca sugli Alimenti ha spiegato che il lavoro sugli OGM di questi nuovi premiati ha “contribuito in misura significativa ad aumentare la quantità e la disponibilità del cibo.”

“Non è così”, dice la Shiva. Le prove sono così chiare, dice, che “gli OGM non hanno aumentato la produzione; i raccolti sono carenti.” In aggiunta “non hanno ridotto l’utilizzo di sostanze chimiche. Peggio, hanno aumentato l’utilizzo di sostanze chimiche perché hanno creato super-infestanti e super-parassiti.”

Premia questa “tecnologia fallimentare … nel 2013, in un momento in cui il mondo si sta risvegliando alle prove scientifiche che i sistemi biologicamente diversi, i sistemi ecologici producono più cibo. Potremmo avere cibo sufficiente per due o tre volte la popolazione mondiale conservando e intensificando la nostra biodiversità, risparmiando l’acqua e rinvigorendo i terreni. Si tratta di agro-ecologia. La nuova scienza dell’agricoltura, della collaborazione con la natura e non dell’aggressione a essa. E’ anche la scienza che praticano i piccoli agricoltori per dare al mondo l’80% del cibo. Non sono i giganti dei geni.”

“In un certo modo,” continua, “il premio assegnato alla Monsanto è un tentativo di allontanare l’attenzione pubblica” dalla crescente opposizione globale. Il vero futuro è “cibo privo di OGM, privo di brevetti, libertà dei semi, libertà degli alimenti”. Perciò “il premio per la sicurezza e la sovranità alimentare appartiene ai milioni di donne, ai milioni di piccoli coltivatori, ai milioni di orticoltori per il mercato” che danno vera sicurezza alimentare al mondo, dice la Shiva.

Andrea Germanos da Serenoregis.org

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