La democratizzazione del turismo

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Italia, anno 2000. Una studentessa dell'Università deve comprare un biglietto per andare a Bilbao, meta del suo Erasmus. Come ha imparato dai suoi genitori, si reca all'agenzia viaggi di fiducia ad informarsi. Esce con un biglietto andata e ritorno, aperto per tre mesi (in modo da rientrare per Natale). Paga qualche centinaio di mila lire (era il momento del passaggio all’euro), non troppo per gli standard abituali: infatti per i giovani (sotto i 26 anni di età) è prevista una tariffa agevolata. Volerà con Lufthansa: Milano-Francoforte-Bilbao, una giornata di viaggio anche se la Spagna è vicinissima all'Italia. D'altronde voli diretti non ce ne sono, e tutte le compagnie aeree ti obbligano a fare uno scalo.

Italia, anno 2018. La stessa studentessa dell'Università deve comprare lo stesso biglietto per andare a Bilbao. Va online, controlla le tariffe migliori, e prenota un volo sola andata – che per pensare al rientro c'è sempre tempo. Non ci sono tariffe giovani, anche perché in Italia non si finisce mai di essere giovani: dai 26 anni si è passati ai 30, dai 30 ai 35. In futuro, chissà. Scali non ce ne sono, è un volo diretto con una low-cost; infatti il prezzo è di qualche decina di euro.

Ecco, questa è la grande rivoluzione del settore viaggi, una rivoluzione che parte dal basso grazie ad internet. Negli ultimi 10-20 anni, è stata pressoché totale ed ha coinvolto tutti gli aspetti collegati non solo agli spostamenti per studio o lavoro, ma anche al turismo: dal mare alla montagna, passando per le città d'arte e cultura.

Per scegliere una destinazione non serve più andare in agenzia a chiedere consigli, ed anche le guide turistiche sembrano ormai obsolete (vi ricordate quando andava di moda la Lonely Planet?). Oggi basta unirsi ad un gruppo facebook (ad esempio Viaggiare in solitaria) per trovare idee, spunti, suggerimenti. Alla fine, a chi non piace dare consigli in materia di viaggi, quando si presenta l'occasione di farlo? Per gli amanti dei pacchetti delle agenzie, il web offre servizi simili a costi nettamente inferiori: i maggiori siti sono Edreams, Expedia e Pirati in Viaggio, dove è possibile prenotare di tutto, dai voli agli alberghi passando per le crociere. E: senza muoversi di casa, magari prenotando in una domenica pomeriggio di noia sul divano. Non dimentichiamo skyscanner: opera esclusivamente nel contesto dei voli aerei (soprattutto intercontinentali), ed è capace di trovare le coincidenze più improbabili per le destinazioni più strampalate, con budget decisamente ristretti. Senza poi citare la nascita ed ascesa delle compagnie low-cost - come Ryanair – che oggi gestiscono un numero di passeggeri pari alle compagnie di bandiera (con buona pace dell'inquinamento atmosferico).

E che dire delle strutture ricettive? Certo, gli alberghi si possono prenotare online – mentre una volta bisognava per forza telefonare (e chiamare all'estero parlando in una lingua straniera non era così facile). Ma quante persone lo fanno? Anche qui, l'economia dal basso ha iniziato a farsi sentire: tantissimi giovani ad esempio si spostano facendo couchsurfing – ovvero andando a dormire gratis a casa di perfetti sconosciuti che offrono loro un posto letto, spesso un divano. Il punto di forza (oltre ad essere un servizio gratuito che, come cita il sito, coinvolge 4 milioni di “divanisti” e 400 mila padroni di casa) è il fatto che puoi conoscere qualcuno che vive il posto che visiti. Si crea quindi un rapporto genuino, fatto di condivisione, scambio, e conoscenza reciproca.

Simile come idea, ma con meno spirito di comunità e legato alla sharing economy il sito di airbnb: anche qui si può essere ospitati da persone che abitano nei posti che si vogliono visitare, e con cui si possono intavolare relazioni. Però è a pagamento, ed in effetti più che un divano spesso si trovano camere vere e proprie. Non per niente negli anni bui della crisi in Italia, airbnb è diventato uno strumento di integrazione del reddito per molte persone. Va anche detto che inizialmente era partito come un sito quasi uguale a couchsurfing, tuttavia ad oggi molti B&B ed ostelli pubblicizzano i loro locali su questa piattaforma. Ci si può fidare? La risposta è ni: naturalmente un minimo di prudenza è sempre meglio averla, però tutte le piattaforme offrono la possibilità di realizzare recensioni, e quindi difficilmente ci si troverà male al 100%. Un po' come Trip Advisor per i ristoranti, lo stesso funziona anche per l'alloggio.

Detto e considerato tutto questo: cosa cambia nel turismo e nella società, se prenotare un viaggio è così facile?

Cambia – molto spesso – la concezione stessa del viaggio, insieme ad i suoi costi. Un'indagine realizzata da Confesercenti mostrava le proiezioni per le vacanze estive del 2016: il fattore che più di tutti avrebbe condizionato la scelta era proprio la spesa. Il 62% degli italiani sarebbe rimasto al di sotto dei mille euro; secondo quanto riportato, “il fattore economico si rifletterà anche sugli strumenti utilizzati per prenotare o organizzare le vacanze: il 50% ha utilizzato o utilizzerà internet, il 19% andrà “alla ventura”, rinunciando a prenotazioni e pianificazioni di qualsiasi tipo, mentre il 14% si affiderà a tour organizzati soprattutto attraverso tour operator e agenzie di viaggi. Il 7% dei vacanzieri cercherà l’affare con le offerte last minute”.Più libertà ed indipendenza negli spostamenti, più opportunità per autogestirsi ed organizzare il viaggio all'ultimo minuto. Ma siamo davvero diventati così avventurosi?

In realtà si nota un cortocircuito: da un lato si parte anche senza programmi, cosa che in passato facevano poche persone. Dall'altro, tante situazioni possono essere risolte grazie ad un clic; in un mondo iperconnesso l'avventura e la gestione del rischio sono ridotte ai minimi termini. Prendiamo un esempio classico di vacanza avventurosa: il viaggio in camper alla scoperta dell'Europa. Una volta, mille cartine di viaggio e la guida in mano con tutti i campeggi disponibili; ora, basta il cellulare con i servizi di Google per la ricerca di posti dove dormire e le cartine con le indicazioni (sia mai chiedere informazioni). Si è un po' vittime di questa schizofrenia: da un lato si cerca il contatto con l'altro attraverso gruppi facebook e siti internet; dall'altro si utilizzano gli stessi strumenti per evitare il contatto con l'altro. Forse perché chiedere un'informazione stradale è chiedere un aiuto e ci mette in una posizione di “vulnerabilità”, mentre cercare una relazione “con i locali” ci pone invece in una posizione paritetica, facendoci sentire un po' degli esploratori? Chissà.

Fatto sta che il cambiamento c'è stato e continua; tutti hanno dovuto farci i conti: albergatori, agenzie viaggi, compagnie aeree. Coinvolge vari fronti: nonostante gli attentati ed il terrorismo il turismo continua ad aumentare - l'unica cosa che cambia sono le destinazioni (fonte: TG Tourism). Aumenta inoltre il numero dei viaggiatori, sia provenienti da Paesi occidentali (Europa, USA, Canada, Australia) ma anche e soprattutto dall'area dei BRIC (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) – che non stupisce, soprattutto se si considerano i numeri di questi Paesi anche solo in termini di popolazione. Viaggiare come strumento per scoprire nuovi posti e persone: e dal contatto, inevitabilmente, si genera conoscenza e si riducono gli stereotipi - oppure si rafforzano, dipende se si viaggia per confermarli o per smentirli.

Nell'epoca dell'economia dal basso, anche il turismo diventa dal basso. Non è più un privilegio per una ridotta elite di persone – ve li ricordate i viaggi di Goethe in Italia, o il libro “Camera con vista” di Forster?

Novella Benedetti

Classe 1980 - in Italia ha vissuto tra Trento e Trieste, all'estero si è divisa tra Americhe (Stati Uniti, Colombia, Argentina, Cile, Costa Rica) ed Europa (Scozia, Irlanda, Paesi Baschi, Kosovo, Germania). La sua passione sono le lingue come strumento per entrare in contatto con l'altro; di mestiere è coach e formatrice, lavora a vario titolo nel terzo settore e dal 2014 è giornalista pubblicista. Ha realizzato anche vari lavori video, tra cui "Non si può vivere senza una giacchetta lilla", proiettato al Trento Film Festival.

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