Nucleare: il Senato vota la delega al Governo, protestano ecologisti e regioni

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Manifestazione di Legambiente contro la reintroduzione del nucleare

Scelta "autoritaria e centralista". Così Greenpeace e Legambiente commentano l'approvazione al Senato dell'articolo 14 del ddl "Sviluppo" che conferisce al Governo la delega per "adottare, entro sei mesi, uno o più decreti legislativi di riassetto per la localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare". Le due associazioni ambientaliste invitano le Regioni italiane a non cedere sulle loro prerogative in materia e criticano severamente il ritorno all’atomo approvato dal Senato che prevede, tra l’altro, "il potere sostitutivo dello Stato sugli enti locali in caso di mancato accordo sulla localizzazione delle future centrali".

"La competenza delle amministrazioni regionali in materia d’energia è sancita dalla Costituzione" - sottolineano Greenpeace e Legambiente. "Ma alla concertazione e alla trasparenza il governo preferisce l’autoritarismo e il segreto militare, con il rischio quasi certo di far piombare il Paese in un ginepraio di conflitti sul territorio: esattamente il contrario di quello che occorre all’Italia per risollevarsi dalla crisi economica e per contrastare il cambiamento climatico. Persino nella nuclearissima Francia sono previste procedure ben più trasparenti e democratiche, mentre quello che si presenta qui con l'approvazione del testo di legge è quasi un "golpe nucleare" con l'idea di militarizzare il territorio per imporre un sistema energetico che - secondo Eurispes - la maggioranza degli italiani non vuole".

Tra i possibili siti di cui si parla per ospitare una nuova centrale atomica uno sarebbe nella zona di Novara e il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso ha già annunciato la propria opposizione. "Andremo al conflitto costituzionale, troveremo ogni possibile strada per opporci" - ha dichiarato a Repubblica. "Ho già incaricato alcuni legali di studiare se e come può essere bypassato dal governo il risultato di un referendum popolare". "Una decisione come quella di oggi dimostra che questo governo è il meno federalista della nostra storia, con buona pace della Lega" - ha sottolineato.

Greenpeace e Legambiente ribadiscono che "il nucleare è una tecnologia vecchia, inquinante, insicura e costosa che non risolverà nessuno dei problemi energetici del Paese e finirà per affossare ogni altra forma di produzione energetica, come le rinnovabili, condannando il paese all’arretratezza e rinunciando a tutte le opportunità occupazionali (250mila posti di lavoro solo in Germania), tecnologiche e di sostenibilità che le rinnovabili invece garantiscono". Le associazioni ambientaliste avevano fortemente criticato l'accordo tra Berlusconi e Sarkozy che affiderebbe alla francese la costruzione di quattro centrali nucleari di terza generazione in Italia, la prima operativa dal 2020.

Un'analisi di Greenpeace sulle tre 'mappe nucleari' dell'Italia fornisce una lista di aree a maggiore vulnerabilità sismica e climatica utile per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari. Si tratta della carta del CNEN, della mappa ENEA e dell’elaborazione GIS. "Per stabilire i siti delle nuove centrali e delle scorie bisogna partire da queste carte e vedere secondo quali criteri verranno aggiornate. Un criterio è quello sismico, un altro criterio è quello della vulnerabilità delle coste per i cambiamenti climatici" - sottolinea Greenpeace. "Se questi criteri verranno adottati rimangono pochissimi siti su cui puntare l'attenzione: nelle province di Vercelli e Pavia, isola di Pianosa in Toscana, province di Ogliastra, Nuoro e Cagliari". Riguardo alle scorie nucleari le aree sono presenti in numerose regioni tra cui l'Abruzzo, ma si concentrano particolarmente tra l'Alto Lazio e buona parte della Toscana, le Murge pugliesi e la Basilicata.

Nei giorni scorsi Greenpeace ha scritto a sessanta candidati alle prossime Elezioni europee per conoscere la loro posizione sul ritorno dell'Italia al nucleare. L'associazione pubblicherà le loro posizioni entro il 25 maggio perché - prima di votare - i cittadini italiani sappiano senza censure chi è a favore e chi è contro. "Continueremo a opporci a questa sciagurata scelta del governo e a chiedere ai candidati alle prossime elezioni europee cosa pensano del ritorno al nucleare in Italia" - conclude Greenpeace.

Domenica 17 maggio in occasione del "European Solar Days" che Legambiente promuoverà in Italia il "Sun Day", una giornata dedicata al sole, fonte di energia pulita, rinnovabile, sicura. L’iniziativa intende diffondere in modo capillare le informazione circa la convenienza, le qualità e le applicazioni delle fonti rinnovabili e, in particolare, dell'energia solare, promuovere comportamenti virtuosi che favoriscano l’uso delle rinnovabili e informare sull'esistenza di finanziamenti e forme di incentivazione nazionali e regionali favorendo il contatto tra l'utente finale, gli installatori e i produttori di pannelli solari qualificati. Legambiente invita inoltre a firmare l'appello e a promuove le numerose iniziative della campagna "Per il clima contro il nucleare". [GB]

 

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