Legambiente: azione per l'energia pulita contro il nucleare

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La campagna di Legambiente

Legambiente ha lanciato "Per il clima contro il nucleare", una grande mobilitazione nazionale da promuovere insieme ad una ampia alleanza di associazioni con l'obiettivo di "rispondere alle bugie del governo Berlusconi e dei nuclearisti, ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare" e la sua inutilità per il raggiungimento del pacchetto clima in esame alla Commissione europea. Per questo propone una petizione online "Per un sistema energetico moderno, pulito e sicuro e contro il ritorno al nucleare" e invita a promuovere una serie di iniziative a livello locale per un "territorio denuclearizzato".

"Il governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell'energia elettrica dall'atomo" -afferma Legambiente. "Per promuovere questa decisione ha inaugurato da qualche mese una campagna di disinformazione sulle presunte opportunità che questa scelta garantirebbe al nostro Paese. Col nucleare, secondo l'Esecutivo, l'Italia rispetterà l'accordo europeo 20-20-20 per la lotta ai cambiamenti climatici (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), ridurrà il costo dell'energia e le importazioni, grazie a delle non meglio identificate centrali di "nuova" generazione, descritte come sicure, pulite e tecnologicamente avanzate".

Legambiente ricorda che dopo Chernobyl, il più grave disastro ambientale del XX secolo, ci sono ancora milioni di persone che vivono in territori contaminati da livelli radioattivi insostenibili per la salute umana. E che non sono da sottovalutare gli incidenti di minore entità di cui l'ultimo in Francia lo scorso 7 luglio quando 30 mila litri di acque contaminate da uranio sono finite nel terreno e nel fiume nei pressi della centrale di Tricastin. "Attualmente non esiste tecnologia nucleare che possa escludere rischi di incidente" - sottolinea Legambiente.

"Se l'Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell'efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, e rinuncerebbe alla costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250mila lavoratori" - afferma l'associazione ambientalista.

"Con la nostra mobilitazione non ci limiteremo a spiegare i motivi della nostra opposizione all'atomo, ma rilanceremo la nostra idea di modello energetico, fondato su politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione. Senza il quale l'Italia resterebbe fuori da quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo da altri Paesi, come la Germania e la Spagna, che grazie ad una strategia energetica innovativa usciranno nei prossimi anni dall'era nucleare. Perché solo con una seria politica nazionale e locale, che promuova l'innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l'elettricità e il calore, si muovono le persone e le merci, consumiamo energia negli edifici e produciamo beni, l'Italia riuscirà a dare il suo vero contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, rispettando la scadenza del 2020 dell'accordo comunitario 20-20-20" conclude la nota di Legambiente.

 

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