Eco-abitare

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"Quello ambientale è un approccio innovativo al costruire, sotto tutti gli aspetti, dalla formulazione delle richieste al progetto, dalla costruzione alla gestione dell’edificato. Tutti i soggetti sono coinvolti e hanno un obiettivo comune, quello della protezione dell’ambiente" . (Dominique Gauzin-Müller, architetto e giornalista)

 

Introduzione

In questi anni il mondo ha raggiunto un traguardo invisibile, ma significativo: per la prima volta nella storia, più della metà della popolazione umana vive in aree urbane. Secondo l'UNEP, il fondo delle Nazioni Uniti per l'Ambiente, nel 2030 quasi 5 miliardi di persone vivranno nelle città. Nei paesi in via di sviluppo e non sviluppati l’80% della popolazione sarà localizzata nelle città. In Africa e in Asia la popolazione urbana raddoppierà tra il 2000 e il 2030.

La concentrazione di persone in aree così ristrette comporterà una analoga e parallela concentrazione di risorse, beni, merci, servizi, flussi, insomma la gran parte dell’economia. L’ambiente urbano diventa l’ambiente di vita dell’uomo, e come dice Karl E.Lotz - uno dei fondatori dell'architettura sostenibile - ha detto che la casa è la terza pelle dell'uomo. Per questo c'è bisogno di ambienti più salubri, meno inquinamento e malattie, risparmio energetico, in pratica, un approccio nuovo alla costruzione, che tenga conto degli aspetti ambientali all’atto del costruire e delle sue conseguenze sulla salute degli abitanti e sul territorio circostante.

 

Ecoabitare e bioarchittetura

La bioarchitettura - pratica architettonica rispettosa dei principi della sostenibilità - ha l'obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l'ambiente ed il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse, quello delle generazioni future.

Alcuni dei principi progettuali alla base della bioarchitettura sono: ottimizzare il rapporto tra l'edificio ed il contesto nel quale viene inserito; creare luoghi significativi per aiutare l'uomo ad abitare, attraverso la comprensione ed il rispetto del genius loci, lo spirito del sito, come afferma Christian Norberg-Schulz, critico e teorico norvegese dell'architettura; privilegiare la qualità della vita ed il benessere psico-fisico dell’uomo; salvaguardare l'ecosistema; impiegare le risorse naturali (acqua, vegetazione, clima); non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti); concepire edifici flessibili ad eventuali rimozioni, sostituzioni o integrazioni degli impianti, e a possibili ampliamenti o cambiamenti di destinazione d'uso; prevedere un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili; utilizzare materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura materiale locale.

Le abitazioni in passato e fino alla metà del ventesimo secolo, sono state realizzate dall’uomo con pochissimi materiali, tutti locali, soprattutto per la facile reperibilità e per evitare i costi di trasporto di materiali alternativi; nei secoli, inoltre, sono stati usati materiali e tecniche applicative sempre migliori, ma più di tutto sono stati “vissuti” e se ne è potuta sperimentare la totale innocuità. Tali materiali sono la calce, il cotto, la pietra, il legno, la terra cruda, più tutti i materiali di derivazione vegetale e animale che si originavano da un ciclo economico chiuso e senza impatto o quasi sull’ambiente. Con l’avvento dell’industrializzazione e l’uso sempre più massiccio della chimica pesante nell’edilizia, sono stati creati materiali nuovi, non sempre testati e di cui in breve tempo si è riconosciuta la tossicità per l’uomo.

 

La casa ecologica. Risparmio energetico e ecosostenibilità abitativa.

La casa ecologia grazie ai valori di trasmittanza termica dell’involucro opaco e trasparente, la capacità di muri esterni e vetrate di accumulare e trasmettere il calore, all’uso del patio, della serra, alla presenza di aperture rivolte a sud e grazie alla ventilazione controllata - integrata con la geotermia e il recupero di calore - consuma un quarto dell'energia rispetto ad un edificio normale. L’impianto di riscaldamento è a pavimento, alimentato da una caldaia a condensazione funzionante a metano, ed è integrato dai pannelli solari termici, impiegati anche per l’acqua calda sanitaria.

Un eco-caminetto ad alcool vegetale integra il sistema. D’estate invece si rinfresca con l’inerzia termica delle strutture, delle coperture verdi e dalla ventilazione naturale, integrata con un sistema geotermico, ovvero basato sullo scambio di calore con la terra. Le schermature permettono di controllare il carico termico solare. Le aperture sono studiate per utilizzare la luce naturale e le lampade sono a basso consumo. I pannelli fotovoltaici, impiegati anche come schermatura solare, producono il 70% del fabbisogno di energia elettrica. I materiali e le soluzioni impiegate uniscono le tecniche costruttive naturali e le nuove tecnologie. Nella versione più evoluta la casa sperimenta tecnologie all’avanguardia come i pannelli fotovoltaici organici e una rete in corrente continua alla quale si allacciano, oltre agli elettrodomestici, anche auto e moto elettriche.

La casa ecologica sul modello Ecovillae, di prossima realizzazione nel Lazio, ideata da gruppo di esperti in varie discipline, denominato Avventura Urbana composto da architetti, urbanisti, operatori sociali, che promuovono la progettazione partecipata con percorsi innovativi per gestire delle politiche pubbliche e degli interventi privati sul territorio. Consuma un quarto dell’energia rispetto a un edificio normale, emette meno di 6 kg/m2 all’anno di CO2, il 20% in meno e il suo fabbisogno di calore è inferiore a 30 kWh/m2 anno.

 

Alcune Best practices nel mondo

In Australia, continente poco popolato con zone a clima tropicale e desertico, le sfide da affrontare sono molte. Le ricerche si concentrano sul minor impatto possibile della costruzione in un ambiente naturale incontaminato. Poiché l’enorme distanza tra gli insediamenti e tra le singole abitazioni esclude un collegamento sistematico alle reti, la priorità viene data all’autonomia per quanto riguarda l’acqua e l’energia e al corretto smaltimento dei rifiuti.

L'archititetto Glenn Murcutt rispettando i quattro “pilastri” dello sviluppo sostenibile: ecologico, sociale, economico e culturale, ha influenzato molte generazioni di architetti comunicando, con i suoi progetti, il rispetto per il paesaggio. Secondo Murcutt sprecare è immorale e dato che in natura la forma dipende dal luogo, allora si domanda: “perché non fare altrettanto in architettura?” Nei paesi del sud del mondo la casa ecologica diventa spesso sinonimo di partecipazione e di reinserimento sociale.

Molte ONG, in Asia e in Sudamerica, insegnano alle popolazioni a produrre mattoni di terra cruda compressa, cosa che prima di tutto permette loro di autocostruirsi una casa adeguata, e in seguito anche di realizzarne altre e dare quindi vita a un’attività lavorativa. Un esempio degno di nota è quello della città di Loja in Ecuador. Quando nel 1996, José Bolívar Castillo venne eletto sindaco della città andina, il territorio risultava molto degradato. La deforestazione aveva portato allo straripamento dei fiumi, la benzina al piombo usata dagli automezzi inquinava l’aria, i rifiuti si accumulavano nelle strade, inquinavano i fiumi, traboccavano dai bidoni e finivano ammassati di fronte al parco nazionale Podocarpus.

Le situazione era insopportabile, così gli venne l’idea di far diventare Loja una città ecologica, cercando recuperare la città pulita di quando era ragazzo. Negli otto anni in cui è rimasto in carica, ha trasformato una città ecuadoriana “media” in una ciudad ecologica y saludable attraverso politiche che sottolineano la correlazione tra stato di salute dell’ecosistema, della popolazione umana e dell’economia. La città ha ricevuto tre riconoscimenti internazionali per le sue iniziative: l’International Awards for Livable Communities, sotto l’egida dell’UNEP, per il coinvolgimento della comunità; il terzo posto in classifica come città ecologica globale, dopo le città svedesi di Norrkoping and Malmo, e primo premio come città verde delle due Americhe per gli spazi pubblici destinati ad attività ricreative.

Dall'altra parte del mondo, in India, molti progetti associano il controllo del ciclo dell’acqua all’utilizzo di pannelli fotovoltaici per produrre l’elettricità necessaria alla cottura dei cibi e alla illuminazione significativi sono i casi degli ingegneri scalzi di Barefoot College di Bunker Roy (in.pdf), nel deserto del Rajasthan, o le case dell'architetto Chitra Vishwanath a Bangalore. Anche in Cina, comincia prendere coscienza dei problemi ambientali, da qualche anno l'architetto Yung Ho Chang, recentemente nominato direttore del dipartimento di architettura del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston che denuncia i pericoli dell’urbanizzazione sfrenata e la conseguente perdita d’identità delle popolazioni.

 

Le linee guida per un futuro più sostenibile.

Il Summit della Terra di Rio de Janeiro del 1992, e il conseguente impegno per uno sviluppo sostenibile assunto dai governi di molti paesi, hanno accelerato il processo verso la diffusione dell’approccio ambientale in tutti i settori dell’economia, e in particolare in quello delle costruzioni. Nei paesi dell’Europa a clima continentale o nordico, le strategie di miglioramento dell’isolamento dell’involucro sono oggi sistematicamente associate all’adozione di impianti tecnici ottimizzati. L’importanza data al risparmio energetico e allo sviluppo di tecniche legate alle energie rinnovabili ha origine da scelte sia industriali sia politiche.

Questa scommessa sul futuro è sostenuta da quelle imprese che sperano di poter approfittare del loro “vantaggio tecnologico” quando il mercato della costruzione ecologica, prenderà davvero il via. “Perché si realizzi una concreto cambiamento verso un’edilizia sostenibile, quella degli incentivi pubblici è la strada giusta”, ha dichiarato Angelo Grasso, presidente di Federabitazione, l'organizzazione a cui fanno capo le cooperative operanti nel settore dell'edilizia abitativa. Il fotovoltaico e solare termico sono due sistemi incentivati a livello nazionale e regionale per produrre elettricità e calore con poca manutenzione, nessun combustibile fossile nè emissione di CO2 e uno sguardo sui sistemi del futuro.

Le energie rinnovabili sono di tutti e in quanto tali possono essere utilizzate da ognuno di noi. Il sole, per esempio, può essere trasformato sia in calore, sia in elettricità, direttamente nelle nostre case. Con un sistema fotovoltaico installato sul tetto è possibile produrre in proprio elettricità, cederla alla rete e decidere di utilizzarla quando si vuole, oppure venderla.

Oggi con l’incentivazione nazionale in Conto Energia l’impianto si ammortizza in 8 anni e durante i 12 restanti l’elettricità è a costo zero. Con il solare termico incentivato, si abbattono i costi per la produzione del calore domestico, si riduce la bolletta per l'acqua sanitaria del 60% e per il riscaldamento del 30% e l’impianto si ripaga con il risparmio in 4 anni. In futuro, i sistemi fotovoltaici a film sottile e quelli su base organica di terza generazione, domani saranno integrati negli edifici che diventeranno “passivi”, ossia produrranno più energia di quella che consumano.

È l' Unione Europea comunque a indicare il modello di sviluppo e gli obiettivi per i prossimi anni ed è significativo che all’interno di queste strategie un posto di rilievo assume la bioedilizia in quanto promuove l’efficienza energetica e il ricorso a fonti energetiche rinnovabili tra gli attori locali e regionali, la Commissione ha un programma di sostegno a tale politica energetica, chiamato “Energia Intelligente Europa” e nel Il Libro verde sull’efficienza energetica.

 

Conclusioni

Oggi i cambiamenti climatici e l’avvicinarsi del picco estrattivo delle fonti fossili che saranno scarse e costose, impongono una svolta: si deve ripensare l’energia. Fonti rinnovabili ed efficienza energetica devono diventare il denominatore fisso di ogni attività umana, se si vuole migliorare l’ambiente sia per noi, sia per i nostri figli. Cambiare il proprio stile di vita, in direzione di una maggiore ecosostenibilità, significa migliorare la propria vita e proteggere l’ambiente, senza rinunciare a nulla.

Anche un semplice gesto, come quello di sostituire una lampadina, se ne utilizziamo una ad alta efficienza, è importante sia per noi, sia per l’ambiente. Usare con intelligenza l’energia, significa fare di più con meno e ciò è possibile coniugando tecnologie innovative e nuovi stili di vita. Fare scelte che mettano al primo posto l’ambiente senza diminuire il proprio tenore di vita è quindi possibile e in molti paesi queste decisioni sono considerate all’avanguardia.

 

Bibliografia

Dominique Gauzin-Müller, Archittettura sostenibile, Edizioni Ambiente, 2007

Uwe Wienke, Manuale di bioedilizia, DEI, 2008

Federico M. Butera, Dalla caverna alla casa ecologica, Edizioni Ambiente, 2004

Bruno Stefano, Manuale di bioarchitettura. Bioedilizia e fonti altrenativa di energia rinnovabile, Flaccovio Dario, 2009

 

(Scheda realizzata con il contributo di Gabriella Corona)

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