Pellicce: commercio in crescita, Lav in piazza nel weekend

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Campagna "Nati senza pelliccia" - da Lav

Sempre più allarmante il bilancio del mercato internazionale della pellicceria, in termini di animali uccisi: la produzione mondiale di pellicce di visoni nel 2006 si stima abbia superato i 44,6 milioni (stima di "Fur Trade Today"), contro i 30,2 milioni del 2000 e i 26,9 milioni del 1996 (totali mondiali, dato "Oslo Fur Auctions"). Il mercato delle pellicce di visoni è guidato dai Paesi scandinavi (Danimarca e Svezia in testa) con una produzione di pelli di visone pari a 16,8 milioni nel 2005, seguiti dalla Cina con 8 milioni nel 2005, l'Olanda (3,3 milioni di pellicce di visoni), Stati Uniti e Russia (rispettivamente 2,7 e 2 milioni). In Italia nel 2005 la produzione di pellicce di visone è stata di 200 mila unità in calo rispetto alle 300 mila nel 1997, ma in aumento rispetto alle 160 mila nel 1996 - riporta la Lav, Lega antivivisezione.

Nonostante tante campagne, queste pellicce sono in vendita anche in Italia: la Lav organizza manifestazioni da venerdì a domenica nelle principali città italiane per sensibilizzare l'opinione pubblica e chiedere ai gruppi La Rinascente e Coin di bandire la vendita di capi in pelliccia. "Vogliamo convincere questi grandi Gruppi a non vendere più capi in pelliccia o con inserti, e per farlo abbiamo bisogno della voce di tutti i cittadini che sono contrari all'uccisione di milioni di animali per futile vanità" - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente Lav. "La COOP ha già aderito alla nostra richiesta, primo Gruppo della grande distribuzione ad aver deciso di bandire le pellicce a partire dalla collezione autunno inverno 2006-2007. Ma questa è una scelta che vorremmo facessero tutte le catene di negozi". Per questo la Lav ha creato lo standard "Nati senza pelliccia" che garantisce la totale assenza di pelliccia in tutti gli articoli posti in vendita nei negozi che vi aderiscono. "Uno standard che vogliamo diffondere sempre di più - conclude Bennati - per questo invitiamo i cittadini a venire in piazza l'8, 9 e 10 dicembre o a collegarsi al sito nonlosapevo.com, aggiornato con le nuove iniziative contro le pellicce: più cartoline arriveranno, più il nostro BASTA sarà ascoltato".

L'opinione pubblica è sempre più critica nei confronti di questo mercato, tanto da aver sollecitato a lungo gli importanti risultati recentemente ottenuti: dopo la Risoluzione del Parlamento UE, il 17 novembre scorso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha votato una storica Risoluzione che esorta gli Stati Membri a vietare l'importazione e la commercializzazione di pelli, pellicce ogni altro prodotto derivato dalle foche come grasso e olio. L'Italia ha quindi ora l'occasione e il dovere di trasformare in legge il Decreto interministeriale che dall'aprile 2006 ha introdotto, di fatto, una moratoria all'importazione e al commercio di pellicce e derivati di foca.

Recente anche la Proposta presentata dal Commissario europeo per i consumatori, Markos Kyprianou, di un rigido sistema di controlli con l'intento di bloccare tutti i prodotti contenenti pellicce di cane o gatto (inserti nei capi di abbigliamento, ma anche peluche, giocattoli, cappelli e pantofole confezionate con pellicce di cane o gatto) privi di un'etichetta che indichi in modo esplicito l'animale d'origine. La LAV invita il Governo italiano, in particolare il Sottosegretario alla Salute Gianpaolo Patta e il Ministro per il Commercio con l'Estero, on. Emma Bonino, a sostenere questa proposta in sede Europea, per mettere fine a un commercio che ogni anno uccide circa due milioni di cani e gatti in Cina, Thailandia, Filippine e Corea (stime HSUS). Occorrono, infatti, dai 10 ai 12 cani per confezionare una pelliccia, molti di più se per realizzarla vengono usati dei cuccioli; 24 se la pelliccia viene confezionata con pelli di gatto: animali randagi appositamente catturati, che vengono tenuti in condizioni indescrivibili fino al momento dell'uccisione, tuttaltro che incruenta. [GB]

 

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