Taranto: solidarietà a Peacelink per la denuncia dell'Ilva

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Ciminiera fumigante dell'Ilva - foto TarantoSociale

Il proprietario dell'Ilva di Taranto, Emilio Riva ha annunciato in un comunicato stampa il 20 giugno scorso di aver sporto querela contro Alessandro Marescotti, (presidente di PeaceLink), Franco Sorrentino (segretario provinciale della UIL) e il biologo Giulio Farella (membro del comitato contro il rigassificatore). L'accusa è di "procurato allarme e diffusione di notizie false e tendenziose" e si riferisce ad un dossier presentato alla stampa dai tre accusati il 31 maggio e successivamente diffuso sul sito del comitato TarantoSociale che raggruppa le associazioni e i movimenti sociali di Taranto. Nel dossier, l'Ilva viene accusata di sversamenti in mare di sostanze inquinanti - soprattutto mercurio - e di essere tra i principali attori dell'inquinamento dell'atmosfera nel capoluogo pugliese.

Marescotti, Sorrentino e Farella hanno affermato in una conferenza stampa di aver ottenuto i dati attraverso una ricerca negli archivi del sito Internet dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente. Secondo i dati presentati nel dossier tutta la grande industria nazionale disperde nell'ambiente 2821 chilogrammi di mercurio, di cui il 49% proviene da Taranto. Percentuale che corrisponde a 1385 chili di mercurio, attribuibili interamente allo stabilimento Ilva. Gli sversamenti di mercurio in mare invece sono passati dai 118 chili del 2002 ai 665 chili stimati per il 2005. Con tale aumento l'Ilva di Taranto si aggiudica la maglia nera a livello nazionale con il 62,5% di tutto il mercurio stimato per la grande industria.

In attesa della notifica ufficiale, ad oggi non ancora pervenuta, PeaceLink ha lanciato sul proprio sito un appello per raccogliere i messaggi di solidarietà al proprio presidente e agli altri querelati.

Tra gli oltre 160 messaggi finora pervenuti ve ne sono alcuni di notevole interesse. Una ragazza, che si firma "rosainferno", informa che nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto "è morto un ragazzo di 26 anni, un operaio, ucciso dalla stessa macchina che meno di due mesi fa aveva ucciso altri due suoi colleghi e reso invalido alle gambe un terzo. Pare che le cause siano dovute alla mancanza delle misure di sicurezza e all'obsolescenza della macchina stessa".

Pio Castagna, esponente di primo piano del movimento pacifista tarantino e nazionale, ha invece espresso solidarietà a nome del Punto Pace di Taranto di Pax Christi. Mentre l'eco della vicenda sembra aver superato i confini nazionali considerato che è arrivata solidarietà anche da Giorgio Trucchi di Prensa Internazionale da Managua, che scrive dal Nicaragua.

Diverse associazioni di Taranto hanno espresso solidarietà. Medicina Democratica, in un comunicato stampa, definisce l'atto di Riva un "plateale atto di intimidazione". Il circolo di Taranto di Legambiente auspica che "l'intera vicenda si possa chiudere in fretta e che un'azione coordinata del mondo scientifico, delle istituzioni, dei cittadini e delle associazioni possa riportare il rapporto tra territorio ed industria sul giusto binario".

Piena solidarietà anche da Libera Taranto, dal comitato Vigiliamo per la discarica di Grottaglie, dalla cantante pacifista Agnese Ginocchio.

Lo stesso Jeremy Rifkin, dopo essere stato invitato ad una lezione dall'Università dell'Idrogeno a Monopoli insieme a Marescotti e Sorrentino, ha invitato Emilio Riva a ritirare la denuncia e a porre in essere "un atteggiamento di totale collaborazione per verificare i fatti denunciati in relazione ai pesanti livelli di inquinamento causati dall'acciaieria" aggiungendo che "di fronte alla gravità dei fatti denunciati, un atteggiamento di attacco giudiziario sia totalmente inadeguato allo scopo di rassicurare la pubblica opinione in una città notoriamente vittima di uno sviluppo energetico e industriale creatore di altissimi livelli di entropia e di indicibili sofferenze umane e devastazioni ambientali".

Il Partito Umanista, in un comunicato stampa, afferma che Marescotti, Sorrentino e Farella stanno coraggiosamente "affrontando, con le mani nude della denuncia non-violenta, la violenza ambientale di personaggi resi potenti anche da ben nascoste connivenze politiche."

La vicenda del mercurio è soltanto l'ultima delle denunce pubblicate su TarantoSociale. Come ha ampiamente documentato anche il settimanale "L'Espresso" alcuni mesi fa Taranto è oggi la città più inquinata d'Italia. Elaborando alcune rilevazioni dell'ARPA emerge che la stima della diossina a Taranto raggiunge il 35% del totale europeo denuncia sempre PeaceLink. L'11 giugno scorso erano partiti dei rilievi sulle emissioni dall'Ilva. Alcune foto pubblicate su www.tarantosociale.org dimostrano come, dopo l'inizio dei controlli, l'Ilva ha ridotto notevolmente le proprie emissioni "tanto che si potevano vedere in trasparenza i comuni vicini senza problemi". Ma le foto dimostrano inequivocabilmente come, prima dell'11 giugno, la situazione fosse quanto mai diversa.

di Alessio Di Florio

 

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