Italia: "Biodiversamente" per promuovere conoscenza e ricerca made in Italy

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Torna il 22 e il 23 ottobre la seconda edizione di “Biodiversamente”, il Festival dell’Ecoscienza organizzato dal Wwf con l’Associazione Nazionale Musei Scientifici (Anms). 
Tanti i musei di scienze naturali, gli orti botanici e gli acquari coinvolti in tutta Italia attraverso un ricco e gratuito fine settimana di iniziative speciali per grandi e piccoli come: laboratori interattivi, incontri, mostre, viaggi virtuali nel tempo e nello spazio, visite guidate e molto altro ancora, sotto la guida di noti ricercatori e appassionati.
Domenica 23 ottobre, inoltre, l’evento si estenderà alle Oasi Wwf e alle aree di interesse naturalistico come i parchi naturali, per scoprire i segreti e le potenzialità della biodiversità insieme ai protagonisti della ricerca scientifica “made in Italy” che ogni anno, in giro per il mondo o nei laboratori di musei e università, cercano di capire i meccanismi che regolano la vita e le strategie da adottare per tutelarla.

Una scelta non casuale quella di Wwf e di Anms, che in un periodo di tagli in tutti i settori della ricerca hanno voluto dedicare Biodiversamente a quella scientifica sulla biodiversità, “che - ha spiegato il presidente del Wwf Stefano Leoni - è alla base del nostro benessere e della nostra economia. Sostenere la ricerca scientifica per la biodiversità significa, infatti, orientare il mondo verso un futuro più sostenibile e se adeguatamente finanziata potrebbe offrire un’affascinante opportunità di lavoro a moltissimi giovani ricercatori”.

Un’attenzione, quella alla biodiverità, che anche Anms giudica “urgente e doverosa” perché rappresenta “un’assicurazione sulla vita del nostro pianeta”. Non si tratta semplicemente della possibilità di godere dell’incontro con piante ed animali diversi, ma “di puntare sul serbatoio da cui attinge l’evoluzione per adattare le forme viventi ai mutamenti della terra e che fornisce cibo, medicine, aria pulita, rigenerazione del suolo, tutti servizi naturali che sono alla base del nostro benessere e della nostra economia, oltre che di posti di lavoro in ambienti diversi” ha aggiunto il Wwf che dedica all’argomento un ricco dossier on line.

L’unico modo per conservare la bioviversità è conoscerla e studiare strategie per proteggerla, definendo nuovi modelli di sviluppo sostenibile, “Ma - ha aggiunto Leoni alla presentazione di Biodiversamente la scorsa settimana - non può certo essere portata avanti solo grazie alla generosità di privati cittadini. Il mondo politico ed economico fatica ancora a comprendere il grande valore della biodiversità come base essenziale per la nostra economia”. Proprio per questo “Con Biodiversamente vogliamo portare all’attenzione del pubblico e delle istituzioni il valore della natura e l’importanza di tutelarla, insieme al valore della ricerca scientifica sulla biodiversità come ambito dalle grandi potenzialità per il futuro del nostro paese”.

Non certo una provocazione quella del presidente del Wwf, perché la ricerca nel campo della biodiversità offre di fatto ancora numerosi e inaspettati spazi di approfondimento. Se al mondo, infatti, ci sono dai 5 ai 10 milioni di specie, solo 1,7 milioni sono state classificate e mentre siamo ancora lontani dal comprenderne le infinite funzionalità, perdiamo biodiversità a ritmi vertiginosi, con un calo del 30% tra il 1970 e il 2005 (secondo l’Indice del pianeta vivente realizzato dal Wwf e pubblicato nell’ultimo Living Planet Report 2010) con inevitabili ripercussioni sulla vitalità degli ecosistemi e l’efficienza dei servizi naturali. L’Italia non fa eccezione: con 57.00 specie animali e 12.000 di flora, di cui rispettivamente l’8,6% e il 13,5% endemiche, ovvero che vivono solo nel nostro Paese, l’Italia è il paese europeo più ricco di biodiversità. Una risorsa potenziale che oggi vede a rischio “il 68% dei vertebrati terrestri, il 66% degli uccelli, il 64% dei mammiferi, il 76% degli anfibi e addirittura l’88% dei pesci d’acqua dolce”.

Ecco perché Biodiversamente in questa seconda edizione - che ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Turismo, dell’Istruzione, dei Beni Culturali e delle Politiche Agricole e Forestali - non sarà solo l’occasione per saperne di più sulla biodiversità, ma anche un'occasione per contribuire al progresso della ricerca in Italia attraverso il bando per due borse di studio dedicate alle specie italiane più preziose. “Da una decina di anni abbiamo organizzato un validissimo comitato scientifico che supporta l’Associazione con un importante ruolo di advisor per i nostri programmi ed i nostri posizionamenti - ha continuato Leoni - ed abbiamo deciso, pur nelle evidenti difficoltà economiche generali che toccano anche noi, di dare un segnale ancor più concreto di attenzione al mondo della ricerca e in primis ai giovani ricercatori”. L’obiettivo di queste due borse di studio è quello di tutelare il futuro di tutte le specie, compresa la nostra, e conoscere meglio il nostro pianeta.
 Per questo, ha fatto sapere il Wwf “le borse sono rivolte a progetti di ricerca che intendano migliorare le conoscenze relative alla flora e alla fauna italiane ed alla formulazione di proposte concrete di conservazione, così come a progetti che possano produrre una valutazione complessiva dei servizi ecosistemici in alcuni habitat italiani con inclusione anche degli aspetti socio-economici”.

Le borse sono a disposizione degli scienziati, ma anche noi possiamo contribuire a questo importante fine settimana dedicato alla salvaguardia della nostra biodiversità con la divertente applicazione creata appositamente per i social network (Facebook e Twitter) dagli organizzatori del Festival chiamata “Scienziati si diventa”. Accedendo tramite la fan page l’utente potrà creare il proprio avatar sostituendo l’immagine del suo profilo con quella di uno dei 10 più grandi ricercatori e scienziati della storia, scegliendo quello preferito o nel quale ci si riconosce di più: Aristotele, Linneo, Darwin, Mendel, Lorenz, Fossey, Von Humboldt, Wallace, Franklin e Carson. Personaggi che hanno sicuramente cambiato le sorti dell’umanità, contribuendo al miglioramento della vita sulla terra e arricchendo notevolmente il bagaglio di conoscenze umane rispetto alla scienza e alla natura come possiamo fare anche noi (se pur in minima parte) con una grande raccolta fondi a favore della ricerca italiana a cui tutti possono partecipare fino al 23 ottobre, diventando simbolicamente “Ricercatori per un giorno”.

Alessandro Graziadei

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