Valfleury: comunità accogliente

Il benvenuto di Valfleury ai migranti (fonte: rcf.fr/)

Tutto il mondo è paese. Lo recita un proverbio italiano, ma le traduzioni sono molteplici. In un piccolo paese della Loira, in Francia, l'onda di solidarietà ha travolto l'odio. Annunciato l'arrivo di 300 migranti a seguito dello smantellamento del campo di Calais nell'ottobre 2016 e zone limitrofe, Valfleury, non lontano da Saint-Etienne, che conta poco più di 700 abitanti, si incattivisce: volano frasi di odio, di razzismo, di rabbia. Ma c'è chi non ci sta, non vuole essere vittima di paura e risentimento. Queste voci che dissentono dalle parole e dagli atteggiamenti ostili dei loro stessi vicini, si fanno sentire perchè ci sono modi e modi di accogliere. La prefettura decide quindi di affidare a quella comunità un decimo di quanti erano stati ipotizzati. Ne arrivano 34; afghani, kuwaitiani, eritrei, sudanesi, pachistani e iracheni. Sono due settantenni alla testa di questo movimento per una buona accoglienza. Odile e Gilbert, insieme ad altri come Ghislaine et René, hanno voluto partecipare alla costruzione di un'accoglienza calorosa, innanzitutto provando a conoscere le persone e i loro bisogni. Hanno iniziato fin da subito ad incontrarsi, a fare le prime riunioni insieme anche alle comunità limitrofe. Il 4 novembre 2016 hanno organizzato una prima riunione alla quale si è presentata una sessantina di persone. La buona volontà domina. La disponibilità stava solo aspettando uno spazio per manifestarsi e visto il successo dell'iniziativa di accoglienza, Gilbert decide di aprire un sito internet - Accueil migrants valfy, il cui sottotitolo è "pour une terre humaine" -  per il coordinamento degli aiuti. Il sito è ricchissimo: racconta le molteplici attività, iniziative e buone pratiche messe in atto: corsi di lingue, sport, animazione, cinema e dibattiti. Dopo solo qualche mese dalle polemiche, sul sito del comune viene riportato il messaggio di buon anno del sindaco il quale elenca tra i "punti forti" del 2016 proprio l'arrivo di 34 migranti ospitati nel vecchio edificio dell'ADAPEI (Association Départementale des Amis et Parents de Personnes Handicapées Mentales). Di iniziative come questa è punteggiata l'Europa, ma anche il resto del mondo. C'è sempre da imparare dai propri vicini. 

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