Ruanda: Kagame ottiene il 99% dei voti

Rwanda Election 2017 di Gado (fonte: gadocartoons.com/)

Venerdì 4 agosto, 6,9 milioni di ruandesi sono stati chiamati alle urne per eleggere il presidente. La partecipazione è stata del 96,42%. Fin dall'inizio si intuiva fosse una votazione dall'esito scontato: Paul Kagame è al potere dal 2000 dopo aver condotto il Ruanda fuori dal genocidio come comandante delle forze ribelli prima, vice presidente e ministro della difesa poi, dal 1994 al 2000. Questo è stato il motivo della sua ascesa oltre ad aver contribuito alla rinascita economica del paese, anche se con uno stile tipico del dittatore, senza alcuna apertura democratica.

98,79% dei voti sono andati al presidente uscente che in questa tornata elettorale ha addirittura migliorato il suo punteggio, superando il precedente 98,63% che lo aveva riconfermato nel 2010. Gli avversari, Frank Habineza e  Phillipe Mpayimana, hanno preso rispettivamente lo 0,48% e lo 0,73% dei voti. 

Ricapitolando: eletto per la prima volta nel 2000, confermato nel 2003, riconfermato nel 2010, esce vittorioso anche nel 2017, successo che gli è stato possibile grazie ad un rimaneggiamento della Costituzione fatto nel 2015 che gli ha permesso di ripresentarsi per la terza volta e, potenzialmente, di dirigere per altri due decenni. Sullo scrutinio di questi giorni ci sono delle perplessità espresse però con molta timidezza da parte della diplomazia internazionale, americana ed europea, sia sull'integrità di un processo che ha portato ad una totalizzazione dei voti per un candidato, che sulla sua regolarità e trasparenza. 

Le perplessità più grandi nascono però da una domanda: quanto lunga sarà ancora la strada per la democrazia? L'articolo 1 della Costituzione del 2003 recitava: "lo stato ruandese è una repubblica indipendente, sovrana, democratica, sociale e laica". Nel preambolo della nuova costituzione del 2015 si legge che l'obiettivo del testo è quello di contribuire a costruire uno stato fondato sulla "democrazia consensuale e pluralista basata sulla condivisione del potere". Come è possibile che un intero elettorato esprima una preferenza unica? Dov'è l'opposizione o perché non c'è un'opposizione? Forse è la paura la vera vincitrice di queste elezioni. In un paese dove oppositori e dissidenti sono messi a tacere, l'unica via possibile da percorrere, l'unica via conosciuta, è quella delle misure repressive, sempre più repressive, che diventano a loro volta fonti di terrore per tutti. E la paura conduce alla scomparsa delle libertà (anche se sancite dalla costituzione quali diritti inviolabili). 

Paul Kagame vota nel suo seggio il 4 agosto 2017 (fonte: rfi.fr/)

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