"Ossessioni" dall'Arabia Saudita

Dal video "Hwages" di Majed Al-Esa (fonte: youtube.com)

Per alcuni è rivelatorio e liberatorio, per altri è uno scandalo. Per gli uni il messaggio è significativo, per gli altri un insulto all'ortodossia. L'ultimo video di Majed Al-Esa (che in pochi giorni ha ottenuto oltre due milioni e mezzo di visualizzazioni) mette in scena un gruppo di donne velate che sfidano ogni tipo di divieto imposto da una cultura profondamente maschilista. Vanno in bicicletta, slittano su uno skateboard, inseguono un canestro giocando a basket, cantano, cantano "che dio ci liberi dagli uomini", "gli uomini ci hanno nauseato psicologicamente, ci fanno impazzire" e quindi "che vadano al diavolo". Ballano, ballano, vanno in giostra e cantano. Il video apre su un'immagine in cui tre donne salgono nei sedili posteriori di un'auto guidata da una bambino. Certo, un minore non può guidare, anche in Arabia Saudita, ma l'eccezione è data dal fatto che gli è maschio. Quindi può tutto. Contro il maschilismo e il sessismo, viene giocata una partita a bowling dove sui birilli sono raffigurati volti di uomini: è contro di essi che si scaglia il messaggio del rap: basta sottomissione!

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