In Kirghizistan l'alcol viene bandito

A Ornok si bandiscono gli alcolici (fonte: asianews.it)

In Kirghizistan, le misure contro l'uso di sostanze alcoliche e stupefacenti sono molteplici e alle diverse scale. A livello nazionale, il presidente Almazbek Atambayev, in carica dal 2011, fin dal 2013 aveva fissato delle tariffe assai elevate per scoraggiare l'uso di bevande alcoliche. Inoltre, a gennaio 2017, ha approvato una modifica alla legge contro il consumo di bevande alcoliche in posti “non adatti” come luoghi pubblici o di lavoro aumentando di dieci volte le multe per i trasgressori; la modifica è entrata in vigore i primi giorni di febbraio. A livello locale, la scorsa settimana, gli abitanti di Ornok, una piccola comunità rurale, insieme all'imam, ai negozianti e alle autorità locali hanno deciso di acquistare tutti gli alcolici in vendita presso i dieci negozi del paese e di versarli a terra. Quella avviata dagli abitanti è una vera e propria campagna contro l'alcol. L'iniziativa si prefigge di contaminare anche le realtà limitrofe in modo che diventi capillare questo tentativo di contenere un fenomeno che sta rovinando la vita di molti giovani e meno giovani, delle loro famiglie e dell'intero sistema sociale. Il Kirghizistan è un paese montano, poco esteso (3/4 dell'Italia), pochi abitanti, meno di sei milioni (secondo dati del 2013), giovane perchè nasce nel 1991. E' ricco di risorse (gas naturale, oro, mercurio, uranio,), ma povero se si leggono i dati del reddito pro capite. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è del 15%. Qui il consumo di vodka supera di gran lunga quello dei paesi vicini, ma il prezzo è molto più alto. Qualche anno fa, addirittura, era stato scoperto un "oleodotto alcolico" abusivo attraverso il quale veniva trasportata vodka illegale dal Kazakistan, primo produttore della regione. Qui siamo al centro del più importante traffico di stupefacenti dell’intera Asia centrale: il 25% dell'oppio coltivato in Afghanistan passa per il nord del Kirghizistan e via Russia raggiunge l'Europa. Qui il numero di persone dipendenti dalle droghe è in costante aumento. Qui però la popolazione non ci sta, e ovunque stanno nascendo buone pratiche dal basso per salvaguardare il futuro di una giovane nazione. 

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