Costa d'Avorio e Ghana: verso un OPEC del cacao

Fave di cacao

Costa d'Avorio e Ghana rappresentano il 60% della produzione mondiale di cacao. L'idea dei due paesi africani è di creare, sul modello dell'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, un'alleanza in modo da acquisire maggiore forza contrattuale e poter così incidere con più efficacia sui processi di fissazione e controllo dei prezzi della materia prima. L'idea non è nuova. Già ai tempi di Félix Houphouët-Boigny era stata avanzata l'ipotesi, ma non si è mai concretizzata. 

I tempi sembrerebbero maturi anche se la  filiera del cacao della Costa d'Avorio sta conoscendo una crisi importante legata da un lato alla caduta repentina del prezzo, ma soprattutto alla gestione fallimentare, alla mancanza di controllo, alla deriva del sistema di vendita e alla cattiva comunicazione.

Negli ultimi mesi, Massandjé Touré-Litsé, il direttore del Consiglio Caffé-Cacao della Costa d'Avorio e il direttore di Cocobod (Ghana Cocoa Board), Joseph Boahen Aidoo, si sono incontrati sia ad Abidjan che ad Accra. Questo avvio di alleanza è sostenuta anche dall'ICCO, l'organizzazione internazionale del cacao che raccoglie tutti i paesi produttori e consumatori del mondo. La cooperazione internazionale in questo ambito è uno degli elementi da rinforzare per creare un sistema capace di confrontarsi con le leggi del mercato e della finanza transnazionale.  Un incontro dell'organizzazione con un gruppo di imprenditori è previsto a Bruxelles il 19 e 20 luglio. L'obiettivo è l'elaborazione e la condivisione di una strategia comune. Noi teniamo lo sguardo vigile. Stiamo a vedere cosa accadrà nei prossimi due giorni.

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