Aïssa Dione: moda 100% made in Senegal

Aïssa Dione per la Galerie Nelly Wandji (foto: Anthony Marco)

Che meraviglia. Ho conosciuto Aïssa Dione circa dieci anni fa, nel suo atelier di Dakar. Donna straordinaria dalle aperture e profondità meticce: di madre francese e padre senegalese, dopo gli studi parigini ed alcune esperienze di viaggio, sceglie il paese paterno come luogo di espressione della sua identità. E’ conosciuta a livello internazionale come artista, pittrice di grandi tele in batik e realizzatrice di collier di perle africane.  Ha fatto della moda e dell'artigiano di lusso 100% made in Senegal il motore del suo successo. Nel 2006 avevo intercettato il suo lavoro nell'ambito di una ricerca sullo sviluppo rurale che stavo conducendo nel paese africano legata alla filiera del cotone biologico e alla questione dell'empowerment femminile. Mi trovavo a Kussanar quell'anno, nell'estremo Senegal orientale, vicino a Tambacounda. Lì c'erano dei progetti di coltivazione del cotone biologico e parte della produzione era destinata a “Aïssa Dione Tissus” (ADT), un’impresa al femminile nata circa trent'anni fa dalla volontà della sua fondatrice di “creare nuove forme d’impiego attraverso la valorizzazione dei mestieri tradizionali e dei prodotti locali; un’impresa che va oltre la logica dell’equo e del solidale”, queste le sue parole nel lontano 26 aprile 2006 durante l'intervista che me la fece conoscere. Secondo la stilista, infatti, "al di là della creazione estetica, i tessuti di cotone rappresentano il seguito evidente di tutte le iniziative perseguite alla base, un percorso di  sviluppo locale che in una delle sue componenti vuole le donne protagoniste del processo".

Aïssa Dione per la Galerie Nelly Wandji. (foto: Anthony Marco)

Aïssa Dione è oggi una delle figure dell’originalità e della creatività intellettuali senegalesi più conosciute al mondo. L'anno prima di conoscerla era stata anche incoronata “donna dell’anno 2005”, in occasione della quinta edizione dei Sédar, titoli conferiti a persone senegalesi che si distinguono per creatività, eccellenza, rigore e onestà intellettuale in tutti gli ambiti dell’attività umana, dal nome del primo presidente del Senegal Léopold Sédar Senghor. Nel 2005 le era stato dato anche il premio dell’ “innovazione”. Nell'azienda ADT, in cui lavora un centinaio di artigiani,  si producono tessuti di arredamento e la galleria “Atiss” di Dakar ne espone i pezzi più belli. “Si tratta di un’impresa basata sullo sviluppo dell’artigianato e la trasformazione del cotone locale grazie al saper-fare dei tessitori mandinghi. Facciamo dei prodotti straordinari a testimonianza del fatto che il fabriquer Sénégal può raggiungere i più alti livelli nel mondo”.

In questi giorni, questi tessuti e queste produzioni, piccoli mobili, accessori di moda e decorazioni, sono anche in mostra nella capitale dell'esagono presso gli spazi della curatrice camerunese Nelly Wandji, nell'ottavo arrondissement. Per chi fosse a Parigi in questi giorni, Aïssa Dione val bene una visita, ve lo assicuro. Ma gli appuntamenti internazionali non si esauriscono qui. Una parte della sua collezione "WAO" (Weaving, Art, Objects") è attualmente esposta al Metropolitan Museum Store di New-York. L'artista Aïssa Dione parteciperà anche alla seconda edizione della fiera AKAA (Also Known As Africa) dal 10 al 12 novembre 2017, sempre a Parigi. 

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