Afghanistan: quando il calcio può essere vita

Su un campo da calcio improvvisato (Fonte: aljazeera.com/; Immagine: Paula Bronstein/Getty Images)

Giocare a calcio in Afghanistan non è come giocare a calcio in un paese qualsiasi del mondo. Qui è tutto più complesso. Durante il regime dei talebani era addirittura impensabile. Molti giocatori hanno dovuto lasciare forzatamente il paese. Qualcuno di loro è sparito senza lasciare traccia. Hafiz Qadami, uno dei giocatori più noti, è annegato attraversando l'oceano per raggiungere l'Australia. Ali Askar Lali invece ce l'ha fatta a raggiungere prima l'Iran e infine la Germania nel 1981 dove è rimasto come rifugiato. In Europa ha potuto giocare a calcio. Da qualche tempo collabora con l'Afghan Football Federation e ad aprile 2017 concorrerà per il ruolo di presidente. Il suo obiettivo, tornando in Afghanistan, è di costruire opportunità per i giovani, maschi e femmine, di praticare lo sport del calcio in tutta libertà. 

Ci sono contesti in cui partecipare ha lo stesso sapore di vincere, al di là di una dominante attitudine che spinge tutti verso il potere e la vittoria a tutti i costi. E' il caso del Shaheen Asmayee Football Club di Kabul: entrerà nella storia in quanto prima squadra a partecipare a una competizione asiatica internazionale. La squadra ha giocatori talentuosi, ma poco conosciuti. C'è tutta l'intenzione di lanciare un messaggio forte al paese e al governo, di investire nel calcio e di incoraggiare i giovani a giocare. E perchè no...anche di vincere.

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